PARTE SECONDA
LO SPIRITO DI PROFEZIA DEL BEATO FRANCESCO
CAPITOLO VIII
MENTRE PREDICA AGLI ABITANTI Dl PERUGIA,
PREDICE LA GUERRA CIVILE.
LODE DELLA CONCORDIA
622 37. Alcuni giorni dopo il Padre scese dalla cella
suddetta e rivolto ai frati presenti disse con voce di pianto:
«I Perugini hanno arrecato molto danno ai loro vicini
ed il loro cuore si è insuperbito, ma per loro ignominia.
Perché si avvicina la vendetta di Dio e questi ha già
in pugno la spada». Attese alcuni giorni, poi in fervore
di spirito si diresse verso Perugia. I frati poterono dedurre
con tutta sicurezza che aveva avuto in cella una visione.
Giunto a Perugia, cominciò a parlare al popolo che
si era dato convegno. E poiché i cavalieri impedivano
l'ascolto della parola di Dio, giostrando, secondo l'uso ed
esibendosi in spettacoli d'arme, il Santo, molto addolorato,
li apostrofò: «O uomini miseri e stolti, che
non riflettete e non temete la punizione di Dio! Ma ascoltate
ciò che il Signore vi annunzia per mezzo di questo
poverello. Il Signore vi ha innalzati al di sopra di quanti
abitano attorno, e per questo dovreste essere più benevoli
verso il prossimo e più riconoscenti a Dio. E invece,
ingrati per tanto beneficio, assalite con le armi in pugno
i vicini, li uccidete e li saccheggiate. Ebbene, vi dico:
non la passerete liscia! Il Signore a vostra maggiore punizione
vi porterà a rovina con una guerra fratricida, che
vedrà sollevarsi gli uni contro gli altri. Sarete istruiti
dallo sdegno giacché nulla avete imparato dalla benevolenza».
Poco tempo dopo scoppia la contesa: si impugnano le armi contro
i vicini di casa, i popolani infieriscono contro i cavalieri
e questi, a loro volta, contro il popolo: furono tali l'atrocità
e la strage, che ne provarono compassione anche i confinanti,
che pure erano stati danneggiati.
Castigo ben meritato! Si erano allontanati da Dio Uno e Sommo:
era inevitabile che neppure tra loro rimanesse l'unità.
Non vi può essere per uno Stato un legame più
forte di un amore convinto a Dio, unito ad una fede sincera
e senza ipocrisie.